mercoledì 15 febbraio 2012

Jailbreak iPhone 4s e iPad 2 con iOS 5

Oggi vi voglio spiegare come fare il Jailbreak al vostro gioiellino, così potrete sfruttare appieno tutte le sue potenzialità.

Iniziamo:

1 -Scaricate Absinthe da:
Absinthe 0.3 Mac             Mirror 1
Absinthe 0.3 Windows      Mirror 1 
Absinthe 0.3 Linux            Mirror 1     

GUIDA MAC

2 -Doppio click sul file appena scaricato e fate partire l'applicazione Absinthe



3 -Appena connettete il vostro iPhone al Mac ricordatevi di rimuovere ogni codice di sblocco (il codice che digitiamo per sbloccare il telefono quando va in blocco) o qualsiasi settaggio del VPN  che abbiamo precedentemente impostato nel telefono.




4 -Cliccate sul pulsante Jailbreak per far partire la procedura




5 -L'applicazione passerà attraverso vari step prima di completare la procedura : diversi riavvii, attesa per il riavvio, invio dei dati per inizializzare il telefono e cosi via, attendete con pazienza e non toccate nulla.

6 -Sarete informati che il Jailbreak è quasi a compimento 


7 -Ora controllate sul vostro telefono tra le icone è presente quella di Absinthe, cercate in ogni pagina del telefono se non la trovate, è come quella in foto (teschio-melato, contorno verde, sfondo nero). Premeteci sopra, dopo un po' apparirà il logo di Cydia, bene ora avete il vostro telefono bello come prima, ma con un infinità di personalizzazioni disponibili.




7bis - Se avete dei problemi di connessione, perchè il server di Cydia è fuori uso e quindi vi da errore, andate su Impostazioni, settate il VPN su ON, vi darà comunque errore, ma dopo un minuto il device si riavvierà con Cydia nella springboard (dove si trovano tutte le icone delle applicazioni).




GUIDA PC-WINDOWS

2 -Doppio click sul file appena scaricato e fate partire l'applicazione Absinthe



3 -Appena connettete il vostro iPhone al PC ricordatevi di rimuovere ogni codice di sblocco (il codice che digitiamo per sbloccare il telefono quando va in blocco) o qualsiasi settaggio del VPN  che abbiamo precedentemente impostato nel telefono.







4 -Cliccate sul pulsante Jailbreak per far partire la procedura

5 -L'applicazione passerà attraverso vari step prima di completare la procedura : diversi riavvii, attesa per il riavvio, invio dei dati per inizializzare il telefono e cosi via, attendete con pazienza e non toccate nulla.

6 -Sarete informati che il Jailbreak è quasi a compimento 


7 -Ora controllate sul vostro telefono tra le icone è presente quella di Absinthe, cercate in ogni pagina del telefono se non la trovate, è come quella in foto (teschio-melato, contorno verde, sfondo nero). Premeteci sopra, dopo un po' apparirà il logo di Cydia, bene ora avete il vostro telefono bello come prima, ma con un infinità di personalizzazioni disponibili.




7bis - Se avete dei problemi di connessione, perchè il server di Cydia è fuori uso e quindi vi da errore, andate su Impostazioni, settate il VPN su ON, vi darà comunque errore, ma dopo un minuto il device si riavvierà con Cydia nella springboard (dove si trovano tutte le icone delle applicazioni).






Io stesso ho effettuato questa procedura passo-passo e non ho avuto nessun tipo di problema, vi ricordo che dovete essere connessi ad internet per completare la procedura, per permettere di scaricare Cydia.
Buon Jailbreak a tutti.

martedì 14 febbraio 2012

Clonare carte di credito attraverso i vestiti


Tirate fuori la carta di credito e capovolgetela.


Se sul lato posteriore c'è un contrassegno con la dicitura "Paypass" , "Blink" , un triangolo con archi nidificati al suo interno ( il simbolo universale per i dati senza fili)  o altre icone oscure, allora questo tipo di carta è vulnerabile agli attacchi di hacker-borseggiatori, almeno è quanto dice Kristin Paget.
Come ha mostrato su un palcoscenico di Washington , si possono leggere tutti i dati di cui si hanno bisogno per fare una transazione fraudolenta, con attrezzature che costano poche centinaia di euro,  e farlo in maniera "invisibile" attraverso il portafogli, la borsa o le tasche.

Alla conferenza di hacker Shmoocon, Paget era intenzionata a dimostrare in maniera indiscutibile ciò che gli hacker sanno da molto tempo e che invece il settore delle carte di credito ha ripetutamente minimizzato e negato: la tecnologia RFID può essere comoda e a buon mercato, ma allo stesso tempo aumenta il rischio di transazioni fraudolente .
Con un lettore di carte di credito RFID Vivotech comprato su ebay per 50 dollari, Paget con un solo passaggio ha ottenuto, grazie alla collaborazione di un volontario salito sul palco, il numero della carta, la data di scadenza, e il numero CVV usato per le transazioni "contactless" cioè per pagamenti al telefono o su internet.

Subito dopo, ha usato un macchinario da 300 dollari per clonare i dati della carta di credito usata in precedenza, in una nuova carta di credito vuota. Dopo con un accessorio per l'iPhone, che permette a chiunque di strisciare una carta e ricevere i pagamenti, si è accreditata 15 dollari, che stavano sulla carta del volontario, usando la nuova carta contraffatta che aveva appena creato.
Ha anche dato 20 dollari in contanti al ragazzo che era salito sul palco, (per evitare ogni accusa di frode illegale).

Se qualcuno ancora dubitasse che il trucco funzioni, Paget ha accidentalmente fatto apparire per un attimo il numero della carta di credito del volontario sullo schermo di fronte al pubblico formato da centinaia di hacker e ricarcatori di sicurezza. "Eri intenzionato ad annullare quella scheda, vero?". Ha aggiunto un po' imbarazzata.

Carte contactless sono molto più comuni di quanto  protrebbe sembrare: secondo l'associazione Smart Card, sono in circolazione circa 100 milioni di carte RFID-enabled.
Visa chiama il suo sitema payWave, MasterCard PayPass, Discover Zip e American Express la chiama Expresspay .
Facendo un alzata di mano tra il pubblico di Shmoocon lì presente, diverse centinaia di partecipanti avevano la carta contactless e circa un quarto di coloro che non sapevano che tipo di carta avessero, fino a quando non hanno controllato .

Paget, un noto ricercatore per la sicurezza per la Recursion Ventures, che era conosciuto come Christopher Page, fino a quando non ha cambiato sesso lo scorso maggio, usava un semplice metodo per il suo hackeraggio: simulando un POS (point-of-sale) tra la  contactless e il suo lettore di carte RFID .
In una pratica versione del raggiro, Paget, dice, un truffatore potrebbe semplicemente sbattere contro la vittima con quel lettore in una tasca del cappotto e avviare la scansione del segnale RFID in maniera invisibile attraverso la pelle del portafogli o la stoffa dei pantaloni.
Paget ha letto la carta che si trovava nel portafogli del giornalista attraverso la tasca posteriore senza neanche toccarlo e con successo ha ottenuto tutte le informazioni contenute nella carta di credito.

Lo schema, Paget fa notare, non comporta alcun bug nascosto nel sistema, ma piuttosto  che qualsiasi lettore RFID in commercio sia in grado di leggere i dati da una carta con la stessa facilità di un dispositivo POS che si trova in qualsiasi negozio. "Qualsiasi cifratutra o altra garanzia ci possa essere, non importa" dice. "Il lettore sputa fuori solo il numero come se fossi il punto vendita del terminale, il che è totalmente stupido. Questo è un trucco terribilmente semplice, ma funziona."

Il tipo di attaccao, ha dimostrato Paget, è tutt'altro che nuovo. L'industria della sicurezza sapeva sin dal 2006 che le carte di credito contactless possono essere lette in modalità wireless senza conoscere il propietario. Ma nelle versioni attuali delle carte, il nome dell'utente, il PIN e le tre cifre CVV sul retro della carta non sono inclusi nella modalità senza fili, quelle che l'industria sostiene è che il tipo di attacco non è molto pratico.

Randy Vanderhoof, direttore esecutivo del gruppo industriale della Smart Card Alliance, sottolinea che, nonostante le precendenti ricerche riguardo gli attacchi wireless, non sono mai stati segnalati reali pericoli riguardo questo tipo di frode. "Abbiamo sei anni di storia, cento milioni di utenti di questo genere di carta di credito e non abbiamo mai visto casi documentati di questo tipo di transiazioni fraudolente. Il motivo per cui credo che sia solo un caso a se stante, è che  per un criminale sia molto difficile monetizzare  questo tipo di frode", dice Vanderhoof. "La premessa che questa sia una nuova minaccia è assolutamente falsa e non è supportata dalla dimostrazione [di Paget]".

Infatti, le carte contactless non offrono un sistema di sicurezza come le carte tradizionali: oltre alle 16 cifre e la data di scadenza della carta, le carte sono impostate per offrire il codice CVV una sola volta per ogni scansione. I codici possono essere utilizzati per una sola transazione e devono essere utilizzati secondo l'ordine in cui sono generati. Se un processore di pagamento rileva operazioni multiple con lo stesso codice o se i codici sono utilizzati nell'ordine sbagliato, si disabilita la scheda. Così se un truffatore di carte contactless puo usare una solo volta il codice rubato e se la vittima utilizza di nuovo la scheda prima che il ladro abbia tempo di effetturare un pagamento fraudolento, tutte le transazioni sulla carta vengono bloccate.

"La verità è che i consumatori dovrebbero abbracciare questa nuova tecnologia perchè li renderebbe più sicuri".
dice Vanderhoof. "Gli sforzi per cercare di screditare l'uso della tecnologia dei chip nelle carte è solo per rendere gli utenti della  tecnologia già esistente più vulnerabili."

Paget dice che il cambio di CVV ogni volta significa solo che il truffatore avrebbe bisogno di rubare a più vitttime piuttosto che defraudare una singola vittima più volte. Il truffatore potrebbe stare in una stazione affollata, per esempio, leggendo i numeri di carta di molti passanti e inviandoli ad un complice che effettua il resto del sistema di frode in tempo reale. "Invece di una persona che vede molte transazioni fraudelnte sul proprio conto, si avrebbero una cinquantina di persone che vedono una sola transazione sulla propria carta e forse non ne accorgerebbero neanche".
"L'industria delle carte di credito dice che questo non è possibile, ma le informazioni che ti stanno dando non sono complete. Ho bisogno di dimostrare sul palco e provare che quello che dico è vero, così che loro debbano accettare la realtà dei problemi ."

Ora come si risolvono i problemi? Forse la soluzione più semplice, Paget consiglia, è quella di friggere  il chip RFID della tua carta di credito nel forno a microonde. Questa, però, è una cosa più complessa di quanto possa sembrare. "Tre secondi nel forno a microonde si distrugge il chip, cinque secondi e si brucia "

L'azienda di Paget ha lavorato ad una solizione più sofisticata: una carta di credito a forma di dispositivo di protezione conosciuto come GuardBunny, si infila nel portafogli insieme alle altre carte e cosi blocca qualsiasi potenziale truffatore  RFID. Paget dice che il dispositivo, che rimane un prototipo e non ha ancora una tabella di marcia per la vendita, blocca i segnali RFID in maniera molto più efficace di quanto fanno le schermature dei portafogli oggi in commercio. Si trovano disponibili in commercio carte o passaporti che bloccano il segnale RFID semplicemente con uno scudo di alluminio o acciaio . Guardbunny al contrario, riflette il segnale RFID del lettore tramite i suoi chip e  oscura il segnale radio in maniera efficace.
Ciò significa che anche i più potenti lettori RFID, probabilmente, non riescono a raccogliere i segnali delle carte nelle vicinanze.

Meglio ancora, quando Guardbunny rileva il segnale di un elttore RFID, emette un suono acuto e un bagliore dagli occhi dell'icona a forma di coniglio, per avvertire di eventuali borseggiatori contactless nelle vicinanze.

Paget ammette che alcuni lettori più potenti potrebbero aggirare la protezione del Guardbunny. " Si può sconfiggere questa cosa. Ma si tratta di costruire il propio lettore personale" dice. "Questo è molto meglio contro i cattivi ragazzi, che spendere 50 dollari su eBay."

mercoledì 8 febbraio 2012

Pneumatici da neve



Il Re dell'under 7
Quando la temperatura scende sotto i 7° centigradi, questi pneumatici danno il massimo, chiamate anche gomme termiche perché si scaldano molto più in fretta degli pneumatici estivi e a temperature ambientali rigide riescono a mantenere la giusta temperatura d'esercizio e quindi hanno sempre il giusto grip su suolo molto freddo.

Come riconoscerle
Hanno il simbolo di un fiocco di neve e la scritta M + S o M & S (Mud and snow , fango e neve), sulla spalla .

Cosa le rende cosi performanti in inverno
La loro mescola differisce da quella degli pneumatici estivi:
gomma più morbida o gomma termica, ricca di silice, che permette di avere una buona aderenza anche a basse temperature. Al contrario delle altre coperture, questi pneumatici hanno la particolarità di entrare più facilmente e velocemente in temperatura di esercizio e, mantenendo una elevata elasticità dei tasselli, permettono un attrito sufficiente alla guida su fondi a bassa temperatura, che comunque dovrà essere sempre particolarmente attenta;


battistrada ricco di lamelle e caratterizzato da disegni specifici: l'aderenza su superfici innevate o fangose è ottenuta grazie al particolare disegno dei tasselli, molto più pronunciati del solito e muniti di speciali lamelle, le quali si riempiono di neve, dato che il legame neve con neve è più forte del legame gomma con neve riescono ad "aggrapparsi" al fondo stradale, inoltre sono muniti di molti e profondi canali tra i vari tasselli, in modo da drenare una elevata quantità d'acqua.

Vale la pena acquistare pneumatici invernali ? 

Gli pneumatici invernali costano circa il 10-15% in più rispetto a quelli estivi, anche se ci molte sottomarche che vendono ottimi prodotti a prezzi molto simili a quelli degli pneumatici standard.
Bisogna anche dire che comprando un treno di pneumatici invernali e uno di pneumatici estivi, si hanno due treni sempre a disposizione, quelli invernali verranno usati solo per 5 mesi l'anno mentre quelli estivi per 7 mesi, questo comporta un prolungamento della vita e della durata nel tempo delle gomme.
Anche se, dopo 3 anni è comunque meglio cambiare pneumatico perché le gomme non rendono più le stesse prestazioni garantite dalla casa produttrice, il tempo indurisce le gomme e le rende meno performanti.
Cambiare pneumatici due volte l'anno non è un grande peso, avere l'auto prestante tutto l'anno non ha prezzo .
C'è addirittura chi usa pneumatici invernali tutto l'anno, io lo sconsiglio per diversi fattori:
primo fra tutti l'eccessivo consumo durante l'estate, dove l'asfalto può raggiungere temperature superiori ai 40° , cosa che logora in maniera repentina le gomme termiche
le prestazioni non sempre sono cosi ottimali come si crede, si rischia addirittura di avere un aumento di pressione del pneumatico e di conseguenza un rischio di rottura o persino esplosione
è vero anche che se si fanno pochi chilometri all'anno, ad esempio sotto i 20.000, si potrebbe pensare a quest'opzione.

Conclusioni


Cosa che non smetto mai di ricordare è :
nessun sistema di sicurezza (ABS , ESP , VSA etc.), nessun pneumatico super-performante, nessun assetto da "competizione" rendono l'auto un giocattolo con cui farci quello che vogliamo.
Bisogna sempre ricordare che si guida un bisonte da più di una tonnellata in alcuni casi anche due, che ha si decine di sistemi controllati dalla centralina, ma che non ci rende immuni da ciò che ci circonda.
Il miglior sistema di sicurezza è la prudenza del pilota, il buon senso e l'esperienza riducono la possibilità di sbagliare, ma non ti rendono impeccabile.
Quindi state attenti li fuori e ricordate che non siete da soli che l'errore di uno può avere ripercussioni su tanti altri innocenti.

Catene da neve



Le catene da neve, per molti sono un oggetto misterioso e sconosciuto, per altri un rompicapo da perderci mezz'ora e un po' di pelle delle dita .
Le catene da neve, in realtà, sono un oggetto importante al livello delle cinture di sicurezza, una cosa che tutti noi dovremmo anzi, dobbiamo avere sempre con noi in automobile, primo perché per legge è obbligatorio tenerle a bordo nel periodo invernale e secondo perché ti permettono di poter girare in strada anche se si verifica una bufera di neve .

Diverse vetture sono definite "non catenabili" e se non si vogliono montare i pneumatici invernali , come si fa ?
Esistono valide alternative alle classiche catene "sbuccia dita" , quasi tutte le più grandi case produttrici offrono catene più sottili e quindi teoricamente montabili su questo tipo di vetture .
Il motivo per cui alcune auto non sono catenabili è dovuto al fatto che ormai quasi tutte le auto montano sistemi ABS, di controllo della trazione , controllo pressione pneumatici e tanti altri sistemi di sicurezza , molte volte le catene possono dare intralcio a tutto questo groviglio di tecnologia e quindi causare danni persino alle parti meccaniche. Il consiglio resta sempre montare gomme da neve, che evitano ogni sorta di problema e migliorano in maniera considerevole la tenuta di strada a basse temperature anche quando non c'è ghiaccio o neve .


Difficoltà di montaggio e scelta 
È certo che non sono semplicissime da montare, soprattuto le meno costose e non è un lavoro da fare per chi non vuole spezzarsi le unghie, ma non serve neanche essere ingegneri per riuscirci .
Le classiche e meno costose si trovane bene o male dappertutto (tranne quando servono davvero ).
Seguendo le istruzioni e facendo delle prove senza ruota: poggiando le catene a terra e agganciando le varie parti per vedere cosa verra fuori alla fine, è un buon consiglio per tutti.
Da qualche tempo sono usciti fuori i cosiddetti "ragni", in pratica si monta un disco al mozzo del cerchione ( lavoro fatto in officina ) poi vanno inserite le varie zampe al centro, agganciate e il gioco è fatto , il disco si può tenere anche senza zampe , per velocizzare la manovra di montaggio da parte del guidatore nel momento del bisogno quando c'è neve .
Il prezzo di questi ultimi siatemi ha un prezzo abbastanza elevato si aggira intorno ai 400 euro a coppia, ma garantiscono una tenuta di strada su neve a dir poco perfetta .
Cosa fondamentale da ricordare che tutti i prodotti sia omologati: sulla confezione deve essere riportato il rispetto della normativa O-Norm V5117 e Cuna.

Dove si devono montare
Le catene da neve vanno sempre montate sulle ruote motrici dell'auto, ho visto esseri umani che montavano le catene sulle ruote posteriori mentre la loro auto aveva la trazione anteriore.
Nelle auto a trazione integrale 4x4 bisogna leggere il libretto dell'auto, li è spiegato bene dove vanno montate se si hanno solo un paio di catene, tutto dipende comunque da come lavora il differenziale dell'auto e la ripartizione della trazione, , nel dubbio sarebbe meglio metterne quattro.
Altra cosa importante da ricorda è di disabilitare il controllo di trazione, cosa tra l'altro consigliata da tutte le case automobilistiche, infatti ciò permette alle ruote di scavare nella neve per cercare una presa migliore al suolo.

Accorgimenti da adottare alla guida
Il limite di velocità con le catene montate è di 50 km/h.
Bisogna tenere un andatura fluida e regolare, senza accelerazioni brusche e frenate al limite.
Se durante la marcia si incontrano zone con strati diversi del tipo ghiaccio e neve fresca, cercare di portare l'auto dove la neve è poco più alta, per permettere alle catene di fare il loro lavoro in maniera efficace.
Non appena vediamo che la strada è libera e pulita è sempre consigliabile smontare le catene, per evitare danni all'asfalto e alle sospensioni dell'auto, nel caso ci sono tratti liberi e subito dopo innevati allora meglio tenerle montate.

Cura e manutenzione delle catene
Per prolungare la vita delle catene da neve è importare adottare piccoli accorgimenti:
quando non si usano più per un lungo periodo, vanno pulite con acqua tiepida e asciugate per bene, togliete bene possibili incrostazioni di neve e sale, poi vanno riposte nella loro valigetta

domenica 5 febbraio 2012

Calze da neve

Coprono le ruote per sopperire alla poca aderenze degli pneumatici estivi con la neve.




COME SONO NATE - L'inventore è un norvegese Bård Løtveit, si racconta che durante gli anni '80 si trovò impantanato nella neve e non riuscendo più ad andare avanti pensò bene di togliersi la camicia e squarciarla in due per avvolgere così le ruote motrici dell'auto, fu' una trovata geniale perché così poté proseguire il suo cammino con l'auto.  Tra il 2001 e il 2008, AutoSock – l’azienda di Løtveit ha venduto in 18 Paesi poco più di 1,2 milioni di calze .

IMPORTANTE RICORDARE CHE NON SONO OMOLOGATE – Va subito precisato che in Italia le "Calze" non sono legali, perché non sostituiscono né le catene, né i pneumatici da neve.  Non è cosa da poco, visto che l’obbligo di catene riguarda molte strade e anche centri abitati non soltanto strade di montagna.  Se vengono usate sulle strade in cui vige l’obbligo di catene (indicato dal segnale azzurro, con il disegno stilizzato di una ruota catenata) si rischia la multa da 38 a 78 euro, il taglio di tre punti sulla patente e il fermo dell’auto. Oltretutto in caso d'incidente su suolo innevato, le assicurazioni possono possono appellarsi al diritto di rivalsa nei confronti dell'assicurato visto che di fatto ha manomesso l'auto .



COSA HANNO DI BUONO - Le calze aumentano l’attrito fra pneumatico e fondo stradale innevato o ghiacciato: sono semplici da montare. si possono lavare, riutilizzare e ci sono per tutte le misure di pneumatico  Il montaggio ovviamente va fatto sulle ruote motrici come per le catene .



COSA NON VA  - Sono efficaci solo su ghiaccio e neve compatta, non su neve fresca e friabile. Sono un aiuto provvisorio, quindi per poco tempo e tratti brevi, appena si torna sull'asfalto asciutto o comunque non ghiacciato o innevato vanno tolte in maniera immediata se non volete buttarle via, visto che si logorano in fretta . Il limite è di 50 km/h, niente corse con le calze perciò .


La sicurezza è una cosa molto importante che va al di la di ogni cosa, soprattutto quando le condizioni sono estreme, personalmente non affiderei troppo a questi sistemi innovativi ed economici, ma di limitato utilizzo e sicurezza, basta davvero poco per perdere il controllo della propria vettura quando il fondo stradale è ghiacciato o coperto di neve, proprio ieri ho visto diverse automobili con queste fantomatiche calze che stavano a bordo strada sbandate perché non riuscivano a superare una leggera salita con neve fresca, per inciso erano quasi tutte automobili a trazione posteriore da più di  trenta-quarantamila euro.
C'è anche chi le usa in maniera regolare, senza problemi, per tratti brevi di piccoli paesi o città, ma sempre facendo molta attenzione al tipo di strada che percorre.
Niente è meglio delle catene o delle gomme da neve, il prezzo e la comodità non valgono il rischio se si  devono fare medie-lunghe percorrenze, ricordate sempre che neanche quest'ultime vi danno il diritto di fare i Loeb sulla strada .